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ARTISTI OSPITI

FRED BERTHOLD

UNO SPIRITO QUADRATO IN UNA SFERA DI METALLO

Nato a Ginevra nel 1966 da genitori tedeschi, cresce vicino all’impresa di costruzioni metalliche fondata dal padre e fa sue rapidamente le realizzazioni nel campo della costruzione. Affascinato dalla precisione, si forma come meccanico e poi si diploma come tecnico meccanico all’età di 20 anni.

Dopo un giro del mondo, nel 1993 entra nell’azienda di famiglia insieme al padre e al fratello e ne condivide oggi la direzione.

Grazie alle sue competenze in meccanica e costruzioni in metallo, collabora con importanti architetti, come Pierre Bouvier, designer e grafici.

Il suo incontro con Roger Pfund nel 1996 lo porta a progettare e costruire il prototipo di un monumentale orologio ad acqua (clessidra).

Nel 2005 assiste René Broissand, grande scultore francese, nella realizzazione di creazioni artistiche, in particolare l’opera monumentale inaugurata nel novembre 2016 sul piazzale della stazione di Annecy. Dopo essersi realizzato nella progettazione per oltre 20 anni, sente nascere il bisogno di esprimersi allo stesso tempo attraverso la scultura.

La sua prima serie di opere intitolata “Essere interiore” è il risultato di un lavoro e di una riflessione personale. Un modo di vivere che si traduce in cubi lucidati a specchio attraversati o inglobati da elementi in acciaio. Rocce di vetro e ferri per cemento danno forma anche a nuove serie di opere. Ma è per le sue sfere in acciaio inossidabile che Caroline chiama l’artista; vi vede una rappresentazione del suo “occhio dell’anima”.Fred è entusiasta della prospettiva di creare ispirato da La storia di Agape. Il loro primo incontro è semplicemente un amore a prima vista umano e artistico. Le idee si fondono e nasce una collaborazione artistica nello scambio, nella condivisione e nella semplicità.

Fred Berthold presenta sei opere a Palazzo Tiepolo Passitra cui tre realizzate insieme e create da Caroline Lépinay: La promessa dell’infinito, Il giardino delle anime, I profumi che io non so.




PHILIPPE NICOLAS

UN CAVALIERE DI ARTI E LETTERE INNAMORATO DELLE PIETRE ANTICHE

La glittica o l’arte di incidere e intagliare pietre dure è un lavoro di taglio diretto che Philippe Nicolas ha sempre praticato. È stata inserita dal 2008 nell’inventario nazionale del patrimonio culturale immateriale.

Dopo aver studiato all’École Boulle e all’École Nationale Supérieure des Beaux-Arts, Philippe Nicolas riceve il premio della Fondation de France Salavin-Fournier, la cui dotazione gli consente di acquistare i suoi strumenti di lavoro e iniziare la carriera. Nel 2004 apre il suo primo laboratorio a Ivry sur Seine. Nel 2008 viene nominato Maestro d’arte. Si stabilisce nel cuore di Parigi, vicino a Place Vendôme, e conta tra i suoi clienti alcuni grandi nomi della gioielleria.

Nel 2010, il Presidente di Cartier International propone al Maestro d’arte di realizzare un laboratorio all’interno della Maison Cartier per trasmettere e perpetuare il suo saper fare. Oggi, Philippe Nicolas lavora con diversi studenti come Maestro d’arte. Insieme, nell’atelier Cartier Création Studio del dipartimento Patrimoine et Style,creano pezzi unici destinati alla gioielleria.

Philippe Nicolas riceve nel 2016 l’onorificenza di Cavaliere delle Arti e delle Lettere.

Viene invitato nel 2018 a presentare la sua opera a Venezia, su richiesta della Fondazione Michelangelo,in occasione della mostra Homo Faber sull’artigianato artistico.

Per Philippe, incidere o scolpire è un’arte del vivere, una passione. È sempre alla ricerca di pietre addormentate dalla notte dei tempi che ci sono sopravvissute e che sopravvivranno per l’eternità. Sono per lui fonte di ispirazione. Come Roger Caillois ha scritto così bene, “nutrono il suo mondo immaginario”.

Il suo incontro con l’artista Caroline Lépinay è un colpo di fulmine, una passione condivisa tra le pietre e il lavoro della materia. Ispirato alla storia poetica e filosofica di Agape che evoca, in particolare, la vanità vana di fronte al tempo che passa e alle pietre che rimangono, ha scelto di realizzare un’incisione a foglia d’oro su una vecchia pietra di torrente e ha ispirato l’artista su uno dei periodi della sua realizzazione, il momento 8.